mercoledì, agosto 29, 2007

Caro Alvaro, scrittore

"Non ho voglia di scrivere, se non mi sento in una condizione esplosiva, in un clima di regolamento di conti, in uno di febbre o esasperazione, o stupore frenetico, come prova chi ha subito un'ingiuria senza reagire. Scrivere è un rivelarsi tardivo, un indignazione differita, di chi non puó digerire l'onta e si vendica con le parole. Scrivere è disfarsi dei rimorsi e dei rancori, vomitare i propri segreti, combattere contro tutti e contro se stessi. Finchè la mia temperatura è normale, non so scrivere una sola riga. Trovo l'ispirazione in uno stato di intenso squilibrio. Allora è tanto piú esaltante levarsi sopra la realtá, fare concorrenza a Dio, quanto piú fragile e miserevole è la forza che ce lo consente: l'ironica forza del linguaggio. Che importa se la prospettiva è falsa?"

Emil Cioran Esercizi di ammirazione

venerdì, agosto 03, 2007

Sono sempre troppo lontano