mercoledì, marzo 21, 2007

Alfredo

La domanda è rosso fuoco, la risposta è blu...

Se ti stai per laureare e hai voglia di una sigaretta io te la compro. Io ho il mio pantalone giallo e non ho voglia di portarti una camel azzurra, ma forse una merit andrà bene.
Ti ricordi? Perchè io si, mi ricordo... ho buonissima memoria io, che è brutta cosa a volte. Io faccio fatica a dimenticare. Non riesco a piegare bene questo fazzoletto tremendamente bianco. Ogni lettera greca che aiuta a descrivere la fisica, la chimica, la geometria, sei tu. Ogni dolce gentilezza, ogni umile sforzo.

Allora il diavolo diventa amaranto ed io sento in bocca il sapore della manganite.

Sei tu.

domenica, marzo 18, 2007

Lo sciopero degli aerei

Lo diceva in francese, me lo raccontava e stava parlando in francese. Ora, io non ho mai sentito parlare mio padre in francese ma cosi era.
Non ho mai avuto sogni ricorrenti, quello che si pensa sono i sogni ricorrenti, quelli del cinema o dei libri. La maggior parte delle notti le passo sveglio e se dormo quasi non sogno. Perchè quasi? perchè a volte mi succede.
L'ultimo sogno: mia madre col suo enorme seno allattava una miriade di assetati che bevevano come da una sorgente. Lei era bellissima e felice. Poi d'improvviso niente più latte e niente più seno nè capezzoli, niente. Mia madre mi guarda seria e sembra avere pietà di me.

Perchè dici che essere pazzi non è grave? parla ancora con me che domani c'è lo scopero degli aerei.

martedì, marzo 06, 2007

pubblicità

Mi hanno obbligato a "migliorare" il mio blog visto che il vecchio, risalente ad ormai più di due mesi orsono, è vecchio ed obsoleto ma soprattutto senza pubblicità. Ripeto obbligato, visto che la mia ignoranza virtuale mi costringe ad "accettare" ogni richiesta. Mi si potrebbe dire: ma perchè non impari?... o meglio: perchè non lasci perdere. Credo che opterò per la seconda.

Che schifo rendersi conto che sempre, ma proprio sempre, ci tengono per le palle. Io in più ho un leggero varicocele e non posso proprio permettermelo.

Silenzio allora! ho detto silenzio! e che il tango tra le mie mani e questa tastiera si plachi all'istante.

Dopo due giorni era ancora lì, attaccato a quello schermo con gli occhi spalancati e il finale di una musica vagamente argentina dentro le mani paralizzate. Non facciamo niente per lui, potrebbe credere che ha un senso ciò che scrive, e noi questo non lo vogliamo, vero?