giovedì, ottobre 19, 2006

il seno di una donna o la morte

- Mi piacerebbe parlarti della fluiditá dello spazio, ma credo sia piú interessante il seno di una donna o la morte.
- Quando hai pensato alla fluiditá dello spazio?
- Sono stato nel padiglione di Mies, quello di Barcellona, mi sentivo “liquido” come lo spazio stesso, non riesci a capire dove sia la ragione, se nel contenuto o nel contenitore o nei due allo stesso tempo.
- Come il vaso di Lao-Tze.
- Proprio cosi, bravo. Cos’è che fa il vaso: la materia stessa o il vuoto che esso contiene? . È una sensazione meravigliosa... lo senti vivere e non puoi rinchiuderlo e nello stesso tempo è un cruccio che mi tormenta.
- Hai provato a guardare Holly e Benji bevendo una San Miguel da 60 centesimi, ti fa stare benissimo.
- E dai, non scherzare che parlo sul serio.
- Io pure. Comunque, vuoi sapere come la penso: è proprio quello il momento in cui lo spazio diventa materia.
- Si, ecco cos’è. Vorrei tanto spiegarti l’emozione ma non saprei da dove iniziare.
- Prova ad iniziare dal seno di una donna o dalla morte.

martedì, ottobre 10, 2006

Confessioni di un bambino

A me mi piace lavorare con papà. Fare il meccanico è la mia passione. Mi piace, anche se devo venire a scuola a me mi piace di più stare nell'officina insieme a papà. Io ne capisco assai di motori, testate, bulloni, vita, e tutto questo ma qua a scuola non ci capisco proprio niente. Poi mi piace quando papà torna a casa alla sera e sento quell'odore di grasso che gli resta addosso anche dopo la doccia, e le unghie che restano sempre un po nere. Io da grande farò il meccanico, ma non lo dico perchè papà è meccanico ma perchè a me mi piace proprio assai tutto del meccanico. Voi maestra, voi siete brava, ma io vedo a tutti quanti i miei compagni che stanno qua e non fanno niente, ridono scherzano, e stanno a telefonino, invece nell'officina di papà aggiustiamo i motori e alla sera quando tutto è fatto e abbassiamo la serranda, io mi sento felice perchè ho fatto il mio dovere e anche papà lo vedo contento, ma qua mi sento che non faccio il mio dovere. Voi ci provate ma alla fine vi mettono sempre i piedi in capa. Non è colpa vostra ma è cosi.
Ho un solo amico Giacomino che lo apprezzo assai, perchè anche lui aiuta il padre nell'esercizio del mercato di Porta Capuana, e io a lui lo vedo sempre felice, invece a queste faccie di (capite a me) io li vedo sempre abbattuti.
Comunque io penso che una volta che ho imparato a scrivere e a leggere, per sapere che dicono i giornali e per discutere con la signora Rusella, la salumiera di rimpetto, io non so più a che mi serve questa scuola. E quindi la domanda libera che volevo fare in questo tema era proprio: ma a che serve la scuola?
Mimmo

domenica, ottobre 08, 2006

Follia d'amore

- E tutte quelle lettere?
- Sono per lei.
- Come hai potuto scrivere tante lettere insieme?
- Ma hanno una data tutte. Io devo partire e starò via per un tempo abbastanza lungo...le ho scritto ora e questo e quanto.
- Un'idea. Balorda ma un'idea.
- Mi amerà alla follia.

mercoledì, ottobre 04, 2006

La casa cinese

"...che cosa stai cercando lassù? c'è la casa cinese dipinta di blu.
Questo buio non aiuta, ci perdona semmai, la domanda è svanita nel vuoto del poi.
La memoria è incantata, ecco quello che vuoi, nella casa cinese ti divertirai...mmmmhh...mi domandi una strada, tutto quello che vuoi, ma la casa cinese non la troverai..."

- Voglio ascoltarla e cantarla fino alla fine.
- Alla fine di che?
- Boh! la fine...
- ...
- ...
- Non ti fai strane idee se ti chiedo di abbracciarmi, vero?
- Vieni qui stronzo.

"...mmmhhh, stai cercando una strada, tutto quello che vuoi, ecco un'anima nuda di che non lo sai...mmm...invece ho chiesto: che cosa stai cercando lassù? c'è la casa cinese dipinta di blu".