Se questo è un blog!?
- Faceva le strade, capisci? Con quelle pietre grandissime: i basoli. A volte ci penso e l'ammiro tantissimo. Lavorava tutto il giorno e creava dei "cammini". Poi faceva un vino buonissimo...ah...mio nonno era un vero poeta.
- Si, capisco.
- Conservo a casa la scatola con tutti i ferri del mestiere: bocciarde, raschietti, ecc... ogni volta mi sembra di vederlo sotto quel sole napoletano, bello e forte, a lavorare e lavorare.
- ...
- Ora quando cammino in lungo e in largo mi sembra sempre che mi accompagni. Bello no?
- Bellissimo.
- ...
Parlavamo a voce bassa per non disturbare il silenzio di quel campo, cosi vasto e calmo e intanto mangiavamo fichi appena raccolti e dolcissimi.
- Conservo anch'io una scatola grandissima di mio nonno. Lui è morto che io ero nato da poco, ma volle lasciarla a me e infatti la dedica diceva: "A te Andrea...A te!". Da bambino ero incuriosito da questa scatola che, pur senza il permesso di mio padre che mi diceva di aspettare altrimenti non avrei capito, aprivo e ci frugavo con gioia sapendo che era proprio a me che l'aveva lasciata.
- Me ne passi un'altro?
- Buoni eh? Tò, prendi.
- Insomma dicevi?
- Che?
- La scatola, tuo nonno?
- Ah si. Nulla, c'erano una serie di fogli tutti manoscritti e alcuni libri ma vecchi, strani. Poi molti autoritratti e ritratti di mia nonna e disegni (soprattutto china) dei posti in cui vivevano. Devi sapere che mio nonno era un giramondo. Non s'è mai fermato (apparte una piccola parentesi nella quale ha sposato mia nonna e hanno iniziato a viaggiare insieme) e quindi questi libri sono in russo, cinese, arabo... ci ho capito sempre molto poco ma mi affascinava troppo.
- Ci credo.
- E poi tra le tante carte un giorno ho visto che alcune erano scritte in francese (le uniche che ho potuto capire, insieme alle stupende lettere d'amore a mia nonna, scritte in spagnolo), e mi sono preso la briga di tradurne alcune.
- E allora?
- Credo di aver capito il perchè di quella dedica, "A te... A te!", anche se non ne sono sicurissimo.
- Dimmi dai che sono curioso.
- Credo che mio nonno fosse un'alchimista, capisci? ma non posso andare avanti ora. Sai, qualcuno che mi vuole bene mi ha detto che dico troppe cose in una sola volta e questo stanca.
- Ma che dici?
- Stanca. La gente oggi è abituata a vedere la televisione e quindi si stanca di ascoltare uno che gli racconta una storia lunga. Vuole dei post brevi e concisi.
- Ma che cazzo stai dicendo? Che posta e posta? siamo qui da soli...dai dimmi.
Giordano ha talmente insistito che ho dovuto raccontargli di queste carte. Siamo stati a parlare per ore, ma a voi lo risparmio e forse ne farò un'accenno alla prossima. Come fargli capire che questo è un blog?



